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Perché a Trieste la linea 5 ha assorbito la linea 18 (e perché così si viaggia meglio)

Il nuovo collegamento è una metropolitana cittadina, con un percorso ampio, moderno e ad alta frequenza.

pubblicato il 2 ottobre 2026

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Con l'orario invernale in vigore dal 14 settembre, la linea urbana 5 di Trieste ha assorbito la linea 18, che nel suo ultimo assetto collegava, nei soli giorni feriali, via Cumano con corso Italia. L'accorpamento delle due linee era previsto da anni, e ogni volta rimandato, non tanto per ragioni tecniche quanto per non toccare consuetudini radicate. Una rete di trasporti, però, non si pianifica sulle abitudini delle persone. Dal punto di vista trasportistico, la linea 18 era una linea debole e poco efficiente; aveva una frequenza molto bassa (una corsa ogni 20 minuti dal lunedì al sabato, ben al di sotto della media cittadina) e 47 partenze al giorno da via Cumano, su un percorso che di fatto si limitava a servire l'area dell'ex caserma Duca delle Puglie (dove hanno sede i Musei Civici). Anche i passeggeri erano pochi: a seconda del mese, la linea 18 si collocava fra il ventesimo e il trentesimo posto tra le linee urbane di Trieste per persone trasportate.

Oggi la linea 5 migliora ampiamente il servizio. Da mercoledì 7 ottobre le partenze quotidiane da via Cumano sono 87 (la prima alle 5:40, l'ultima alle 21:30), l'85% in più di quante ne facesse la 18. Nei primi giorni di servizio le corse sono state un po' meno, perché i flussi erano ancora da valutare, ma già da subito l'azienda ne ha aggiunte alcune al mattino, fuori orario, per coprire la domanda. Dal 7 ottobre quelle corse, insieme con altre distribuite su tutta la mattinata, diventano strutturali. Nei giorni festivi, invece, non cambia nulla: già prima del 14 settembre la linea 18 era sostituita dalla linea 5, che di domenica estende il percorso fino in via Cumano.

Gli orari in vigore dal 7 ottobre sono disponibili qui.

Il percorso fra via Cumano e viale D'Annunzio resta quello della vecchia 18. Poi, da viale D'Annunzio, la linea 5 prosegue per via Conti e piazza Perugino, collegando la zona di via Cumano anche con l'ospedale Maggiore. A seguire, transita per piazza Goldoni (uno dei principali hub di interscambio di Trieste, a pochi passi dal vecchio capolinea), via Mazzini e via San Spiridione (distante, quest'ultima, non più di 250 metri da largo Riborgo), prima di continuare per Roiano e servire anche l'area della stazione ferroviaria, in precedenza non coperta.

A differenza della 18, la linea 5 non passa per piazza Garibaldi e largo della Barriera Vecchia; ma sono entrambe zone servite, da viale D'Annunzio, da altre linee (come la 20 o la 21). In alternativa, si può scendere in piazza dell'Ospitale (a pochi passi da largo Barriera).

Bisogna farci l'abitudine, ma la rete è chiara e non ha ambiguità, e le linee che si incrociano con la 5 hanno quasi tutte una frequenza molto alta. Nel complesso, dunque, la nuova linea 5 offre più corse, più collegamenti con snodi importanti (come, appunto, l'ospedale e la stazione) e più possibilità di interscambio per raggiungere il resto della città. Così com'è oggi, è una sorta di metropolitana cittadina: un percorso ampio, moderno e ad alta frequenza, che serve finalmente in modo adeguato anche l'area residenziale di piazzale De Gasperi (densamente popolata e destinata, a breve, a essere riqualificata), dove prima passava un solo autobus ogni venti minuti.

Nei primi giorni di servizio si è parlato molto di affollamento. Il fenomeno, va chiarito, ha riguardato solo le corse fra le 7:15 e le 7:45 - quelle usate per lo più dagli studenti - e solo per un breve tratto di percorso. Nei primi due giorni dell'orario invernale, inoltre, due piccoli incidenti hanno fatto saltare alcune partenze della linea 5: sulla strada può capitare, e va messo in conto. Questi episodi hanno acceso polemiche oggettivamente sproporzionate rispetto alla portata della modifica. Per farvi fronte, ad ogni modo, l'azienda ha da subito aggiunto un autobus fuori orario, e dal 7 ottobre il mattino sarà potenziato in modo stabile, con una frequenza media di 7-8 minuti. La domanda di mobilità, del resto, non si può prevedere con esattezza, ma va misurata e seguita nel tempo. Il territorio respira e il servizio ascolta e, dove può, si adegua.

Al mattino, del resto, tutte le linee urbane sono molto frequentate, perché portano gli studenti a scuola e le persone al lavoro: basti pensare alle linee 9, 14, 20 o 17. Sono linee con un alto coefficiente di riempimento proprio perché stanno facendo il loro mestiere. Un autobus semivuoto, al contrario, è un autobus poco efficiente: detto in termini brutali, è denaro della collettività speso male. Dire, come si è letto in questi giorni, che la linea 18 era il "salotto" di chi abitava in via Cumano è, senza volerlo, la ragione migliore per cui la linea andava ripensata. Con i costi attuali del carburante, far viaggiare linee poco efficienti non è più sostenibile: costruire una rete che funziona significa, prima di tutto, fare scelte responsabili, sul piano economico, urbanistico e sociale.

C'è poi un equivoco tecnico da sciogliere. Aggiungere una corsa quando serve, o mettere in strada cinque o dieci autobus in più, non è semplice come sembra: gli autobus e i conducenti sono risorse finite, e spostare una corsa da una linea a un'altra, come a volte ci viene richiesto, non è trasportisticamente possibile. Ogni mezzo, nell'arco della giornata, copre molte corse in sequenza: togliere una corsa da una linea significa togliere anche tutte le corse che lo stesso mezzo compie prima e dopo. Trieste conta circa seimila partenze al giorno, con una densità di offerta che nessun'altra città italiana ha: chiedere al servizio di alzare l'asticella è legittimo, ma oltre un certo limite non aiuta né chi viaggia né il territorio.

Molte critiche in questi giorni, soprattutto sui social, sono arrivate prima ancora che il nuovo servizio partisse o venisse provato. Al momento di scrivere queste righe, da quando la linea 5 ha incorporato la 18, l'azienda ha ricevuto in tutto 24 segnalazioni: meno di due al giorno. Tutte degne della massima attenzione, ma pur sempre 24, a fronte dei 120 mila contatti che Tpl Fvg gestisce ogni anno e degli oltre 100 milioni di passeggeri che trasporta. La questione è arrivata anche in consiglio comunale e in quello circoscrizionale.

Con il nostro personale siamo stati a bordo, abbiamo parlato con chi usa il servizio e non abbiamo riscontrato particolari criticità. Molte persone hanno riconosciuto che avere un autobus ogni pochi minuti è, per il rione, un salto di qualità. Il modo più semplice per rendersene conto è salirci.

Continueremo a monitorare l'andamento della linea 5 partenza dopo partenza, e dove emergeranno esigenze reali interverremo con gli aggiustamenti possibili, come si è fatto in questi giorni e come si è sempre fatto per ogni linea. Quando si cambia, del resto, un periodo di sperimentazione e rodaggio va sempre messo in conto: se servirà correggere, correggeremo. Ma nel trasporto pubblico, come in molti altri campi dove la complessità ha un ruolo preminente, le decisioni non si prendono sull'onda del momento, ma sui numeri e sulla prova dei fatti.